tredici settembre: episode #1

12 Set

Triste per la fine delle vacanze, mentre mi sforzo armata di olio di cocco e saponi non aggressivi nel disperato tentativo di far sopravvivere la mia abbronzatura, frutto di un paio di settimane in Sardegna tra cantate di cruciverba in barca e dormite in spiaggia, asciugandomi le lacrime dalla disperazione, ECCO: ascolto sconsolata “Summer is over”

The birds fly away to the sun
The leaves touch the ground one by one
The breeze hurries by without even goodbye
And it looks like the summer is over

The sun and the moon take turns in the sky
The days drift on by too soon
The meadows are kissed by a cool autumn mist
Far away now is June

The birds fly away to the sun
The leaves touch the ground one by one
The breeze hurries by without even goodbye
And it looks like the summer is over

CHE AMAREZZA.

Nel tentativo di capire cosa mettere nella scaletta per la puntata di IndipendHappy di oggi, martedì 13 settembre, mi tocca fare un attimo mente locale e capire cos’è successo nel mondo mentre io ero impegnata ad isolarmi al fine di riposare il mio povero e stanco cervello (nonché a capire cosa fare della mia vita, ma questa è un’altra storia…) e non posso che compiere una bella passeggiata all’indietro ripercorrendo i giorni di quel caldo agosto finito appena 13 giorni fa.
Una cosa per l’appunto è successa ad agosto, e anche molto importante: il 20 sono partita ANCHE IO per le vacanze, armata di un’apposita summer selection. Di quest’ultima c’è un pezzo lunghissimo che però ho ascoltato a ripetizione per ore: “Woman when I’ve raised Hell” di Josh T. Pearson

Questo pezzo si strugge e strugge anche me. Forse un pò triste, ma comunque la malinconia ed il tono intimista espressi da questa specie di santone in stile western mi hanno stregato dal primo momento che ho ascoltato i pezzi tratti dal suo ultimo album “Last of The Country Gentlemen”. Scarno, grezzo ed essenziale, come se così, di getto, spinto da un momento di slancio emotivo quel giorno non avesse fatto altro che mettersi alla chitarra ed iniziare a sviscerare parole e sangue. E lacrime. Ma dolci… non so se mi spiego. Non sembra averci pensato troppo quel giorno. Invece magari lo ha fatto chi lo sa. Comunque se fosse, finge benissimo. Ad ogni modo ci ha messo dieci anni a tirar fuori questo gioiellino, visto che il suo lavoro precedente risaliva al lontano 2001.
Il caro Josh quest’estate ha fatto una capatina anche da noi in Italia, il 5 agosto all’Ypsigrock Festival a Castelbuono (PA) e a quanto pare si farà vedere ancora a novembre a Milano e a Roma. Ovviamente andrò a vederlo, perché come dico sempre in questi casi: “questo si merita i miei soldi”.
Invece oggi c’è qualcun altro che se li meriterebbe, ovvero il gruppo canadese Woodpigeon, ma aimeh, si esibirà in un concerto a “numero chiuso” per l’apertura di Unplugged in Monti, iniziativa BELLISSIMA di Indieforbunnies. Dico a numero chiuso perché la partecipazione al live acustico va prenotata via mail e purtroppo per me questa volta l’ho saputo troppo tardi…
Comunque se non altro ho appreso dall’intervista rilasciata a indieforbunnies che il loro nuovo album è terminato e si chiamerà “Thumbtacks + Glue”.
Prima di questo era uscito un disco-selezione di b-sides chiamato “Fra le nuvole” (i Woodpigeon adorano l’Italia) e prima ancora, nel 2010, il loro album di riferimento fu “Die Stadt Muzikanten”. Semplici e “bucolici”, intimisti quanto basta, ma leggeri leggeri come una raggio di sole sfocato di arcobaleno in quelle foto sbiadite anni ’70, hai presente? C’è sempre un prato e qualche giovane spensierato che sorride fra i fili d’erba in quelle foto… “Our love is as tall as Calgary tower” mi fa pensare a quelle immagini…

Calgary… “Calgary” è anche il titolo di un nuovo pezzo dei Bon Iver

Questo pezzo è tratto dal loro nuovo album che si chiama per l’appunto: “Bon Iver”. I titoli sono tutti nomi di città. Niente di più indicato per descrivere un viaggio. Idea suggestiva per l’esplorazione di un disco…
Bellissima unione di armonia, ritmica e sonorità puramente elettroniche. Bel volo etereo. Grazie Bon Iver e grazie Peter Gabriel che ci hai messo lo zampino.
E comunque LORO si sono recentemente cimentati in una sorta di collaborazione virtuale con il novello genio James Blake. Eggià! Il giovine, non contento del successone del suo album d’esordio uscito pochi mesi fa, e non contento d averne quasi sfornato un altro, si è messo anche a giocare via e-mail con i Bon Iver (gli artisti hanno lavorato in sedi separate) e ne è uscito fuori “Fall Creek Boys Choir”, anticipato da frasi misteriose sul suo profilo twitter, il 24 agosto.
Dal 29 agosto il brano è scaricabile su iTunes.
Che dire… acqua. E’ questo quello che mi viene in mente quando ascolto James Blake. Lui è acquatico e la sua musica ha la stessa cadenza di gocce d’acqua che rintoccano e riecheggiano cadendo da un soffitto in una stanza vuota. E’ misterioso il potere che un suono del genere ha di pervadere tutte le pareti del mio pensiero…

Questo ed altro ancora su IndipendHappy oggi, martedì 13 settembre dalle 11.30 alle 13.00 http://www.makemusic.it

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