quattro ottobre: episode # 4

4 Ott

“Existence-well what does it matter?
I exist on the best terms I can.
The past is now part of my future.
The present is well out of hand”.

Il futuro.
Tema della puntata odierna di IndipendHappy su www.makemusic.it.
Il futuro potenziale, il futuro immaginato, mai esistito o mai realizzato. Ciò che sarà e ciò che non sarà. Cosa voglio io ora, per me, cosa farò?
Come sempre l’amico Nicola Orlandino di Sonofmarketing mi ha fornito ottimi spunti di riflessione e ho pensato bene di esordire in questa sede riallacciandomi ad uno dei suoi suggerimenti.
Ian Curtis (15 luglio 1956 – Macclesfield, 18 maggio 1980), fondatore dei Joy Division, è stato un poète maudit dei nostri tempi.
Soffriva di epilessia e la sua vita fu un crescendo di mal di vivere e depressione, fino alla tragica decisione di porre fine a tutto a soli 23 anni impiccandosi nella cucina di casa sua a Macclesfield.
Lui di futuro non ne volle sapere. Era sin troppo cupa la sua prospettiva, troppo profondo il cunicolo del suo percorso. Come cupe e vagamente gotiche erano sempre state le sue melodie, la sua voce e le sue liriche. Tutto lasciava intravedere la sua disperazione e presagire la sua fine.
Il pezzo scelto da Sonofmarketing è “Heart and Soul”, da cui sono tratte anche le parole riportate sopra, le quali sono state utilizzate da Anton Corbijn nella prima scena del suo film biografico “Control”.

Poi c’è chi il futuro lo aveva a portata di mano ed è svanito così, all’improvviso, scorrendo come l’acqua di un fiume. Placido, tranquillo, silenzioso.
Jeff Buckley, altro poeta o per alcuni angelo caduto, si è portato via la sua voce ed il suo futuro infondo al Mississippi il 29 maggio del 1997 nel momento in cui la potenza del suo avvenire saliva alta verso il cielo consacrandosi a vita eterna.

“Si buttò a nuoto, così, cantando. Lasciandosi dietro il disco da fare, la ragazza, l’inquietudine, e cantando gli si riempì d’acqua la bocca, i denti e gli stivali.
Morire con gli stivali pieni d’acqua, con la bocca piena d’acqua del Mississippi, con tutte le parole che aveva ancora da dire…”

“Mise un pò, un bel pò d’amore in più nella mia vita. Ma sono quelle cose che s’intuiscono nello spazio di poco tempo. In realtà non sapevo nemmeno di cosa parlassero i suoi testi.
Conservo di lui un ricordo come di chi voglia amare il mondo(…) E’ una grande cosa che quando si lavora a fondo su di sé non si faccia fatica ad essere compresi. Anche le braccia, gli occhi, il modo di salutare, non tradiscono l’unità della coscienza. Il modo in cui sentiamo di esistere.”

Queste le parole su Jeff Buckley di Vinicio Capossela, novello vincitore del premio Tenco 2011 con il suo album “Marinai, Profeti e Balene”, il quale ha sempre dichiarato di aver dedicato ogni pubblica esecuzione o un pensiero al cantante scomparso.

Ma il futuro, si sà, è frutto del presente. E’ la qualità dell’attimo il mattone necessario per il nostro futuro.
Quindi il presente deve essere un prodotto studiato con cura, ponderato, lavorato nei minimi dettagli, ricercato nei chiaro-scuri, nelle prospettive.
Musicalmente parlando My Brightest Diamond (ossia Shara Worden) fa un ottimo lavoro in questo senso. Ed il suo prossimo futuro vede il dare alla luce l’album “All Things Will Unwind”. Lei che è già diventata madre una volta quest’anno, sta per mettere al mondo una piccola opera d’arte arrangiata dall’ensemble da camera yMusic.

Futuro florido (speriamo) anche per Anna Calvi e James Blake eletti esordienti dell’anno, nella playlist di Sonofmarketing in cui compaiono anche i nuovi usciti Treefight For Sunlight di Copenhagen, che ci parlano del futuro nell’amore, con “What Became of You and Me?” tratta dal loro album omonimo, qui in un live acustico per le strade di Amsterdam.

Ma noi che futuro abbiamo? Non nascondo di restare spesso a fissare i libri di testo per l’università con una domanda in testa: “che lo faccio a fare?”
In Italia c’è crisi. E non parlo di quella economica (che pure è tragica), ma di quella generazionale. I miei genitori, i nostri genitori, si arrovellano cercando di capire che cosa vogliamo fare della nostra vita. Non realizzano a volte che il problema non è cosa vogliamo fare, bensì se esista la benché minima possibilità di realizzare qualcosa. E’ svilente e demoralizzante.
Ce ne parla bene Roberto Scippa con “Canzone al Lavoro”, seconda classificata al concorso “Tante Voci dal Profondo” promosso dalla regione Sicilia e tratta dall’album d’esordio “Vagando Dentro” di prossima uscita.

Ma nonostante tutto si lavora, si tenta, si osa nel tentativo di apportare qualche cambiamento, perché non vogliamo essere negativi, o distruttivi. Noi non ci impiccheremo come Ian Curtis e andiamo avanti sempre che non affoghiamo da qualche parte un giorno di questi… si beh potrebbe succedere, di incidenti ne capitano in continuazione. E bisogna ricordarselo che non siamo immortali. Credo però che la formula sia vivere il presente pianificando grandi imprese, come se avessimo tutta la vita per realizzarle, ma con la consapevolezza che non si può aspettare domani per iniziare, perché potrebbe essere troppo tardi.

La scaletta completa della puntata di IndipendHappy di oggi 4 ottobre si trova qui e qui.

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