sodalizi, amicizie e simpatie varie

15 Ott


Questa sera IndipendHappy si trova all’Unplugged in Monti di Indie for Bunnies per il live dei C+C=Maxigross.
E’ possibile leggere l’intervista al gruppo sul sito di Indie for Bunnies.
A breve, commeti ed impressioni qui proprio qui! Ed in trasmissione sarà possibile ascoltare degli estratti dall’acustico di stasera!!

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sodalizi, amicizie e simpatie varie

14 Ott

 

Al via gli appuntamenti de La Tua Fottuta Musica Alternativa al Circolo Degli Artisti. Per i dettagli, cliccare sul link:

Finalmente l’apertura: 10 Novembre @Circolo Degli Artisti.

undici ottobre: episode #5

13 Ott


Da quando ho aperto questo blog ho detto poco sul mio conto.
Oltre ad essere una fissata amatoriale di musica, sono una quasi laureata in studi orientali, con un particolare interesse verso l’etnomusicologia dell’Asia.
Ora, ho la coscienza che con questa laurea ci farò ben poco, dati e considerati i tempi che corrono, e dato e considerato il fatto che il cinese si sta lentamente dileguando dalla mia memoria.
Ho però trovato un modo per rinfrescarlo: ascoltare musica in cinese! Unire l’utile al dilettevole. Dopo tutto l’inglese l’ho imparato così…
Ed è quindi da questa grandiosa idea che ha preso spunto il tema della puntata di martedì 11 ottobre di IndipendHappy su www.makemusic.it : ORIENTE vs OCCIDENTE.
In che modo i due versanti del mondo si sono influenzati a vicenda nel campo della musica contemporanea?
Nel corso della trasmissione mi sono avvalsa come al solito dell’aiuto del buon Nicola Orlandino di Sonofmarketing, che prontamente mi ha fornito un’ottima playlist sui musicisti occidentali che in qualche modo si sono fatti influenzare dal fascino asiatico.
Ma qui mi voglio invece soffermare su alcuni artisti dell’estremo Est che sembrano essersi dati da fare per produrre qualcosa di vagamente orecchiabile per le nostre orecchie ormai inglesizzate, riuscendo a non suonare come la sigla di Ken Shiro (ve la ricordate quella giapponese?).
Insomma se riusciamo ad andare oltre lo shock linguistico, qualcosa di interessante c’è. Infondo ai Sigur Ròs gliel’abbiamo data una possibilità no?
Il Giappone occupa il primo posto, se non altro perché ha esperienza nel copia-incolla da secoli ed ha dimostrato in più occasioni di saper fare come e meglio di coloro che emula.
La musica occidentale ha un vero e proprio posto nella storia del paese del sol levante. Iniziò ad avere un particolare successo dopo la restaurazione Meiji (1866-1869) ed ha anche un nome apposito: Kayōkyoku. Oggi si parla più comunemente di J-pop e J-rock su impronta per l’appunto dei generi noti qui da noi. Ovviamente non poteva che nascere anche il J-indie!
I Tenniscoats sono un duo composto da Saya e Takashi Ueno. Hanno all’attivo 8 album da 11 anni a questa parte.
Questa è “Tree Or Not To Be”, tratta dal loro album del 2005 “We Are Everyone”.

Altra artista interessante nel panorama indie-folk giapponese è Mmm (che si pronuncia Me My Mo), una cantautrice di Yokohama. In passato ha collaborato con i sopracitati Tenniscoats ed il suo primo album dal titolo “Five Till” è uscito nel 2009.
Questa è マジカル・オムニブス号 che vuol dire…boh.

Passiamo alla Cina, così almeno posso tentare una traduzione dei titoli…
In Cina la musica è sempre stata molto importante dal punto di vista rituale e spirituale, ma anche come cemento per la tradizione alla quale essa è sempre stata molto legata.
Nel XX sec. l’occidente è entrato prepotentemente nella cultura cinese e anche nella sua musica.
Dato e considerato che la loro musica è “intonata” diversamente dalla nostra, sono nate diverse forme ibride nel tentativo di conciliare la loro forma espressiva con la nostra, lì dove invece non provocò dei forti moti di ritorno al tradizionalismo.
Nella ricerca di qualcosa di interessante nel panorama contemporaneo, quello che ho notato è che per quanto si tenti di avvicinarsi ai gusti occidentali, resta pur sempre, nella musica cinese, un senso tutto orientale di delicatezza ed intimismo, soprattutto nei toni vocali, sempre così flebili e leggeri, frutto di una lingua tonale, così lontana dalla nostra modalità espressiva.
來吧! 焙焙! (Come on! Bay Bay!) è un duo cinese composto da fratello e sorella, pluripremiati e parecchio seguiti nel loro paese. Questo pezzo si intitola “一起加油吧” che vuol dire “facciamo un altro sforzo insieme”.

La morbida e melodica voce di 顆粒 (Ke Li), la cantante dei Carrchy (卡奇社) rende al meglio la sensazione di cui ho parlato poco sopra. Anche qui parliamo di un duo, la loro musica vuole essere un incontro tra le sonorità tradizionali cinesi e quelle elettroniche tipicamente più moderne. Il risultato è molto piacevole all’ascolto.
Questa è “日光傾城” (il sole illumina tutta la città).

Il pop occidentale entrò a far parte della cultura della Corea a partire dagli anni ’40-’50 con un genere chiamato Teuroteu. Negli anni ’70 fu la volta del chitarra tong, ispirato al folk americano. Negli anni ’80 nacque un genere rock socialmente impegnato chiamato Norae Undong e negli anni ’90 prese il via il K-pop, che traeva ispirazione per lo più dal panorama hip-hop e R’n’B.
Ovviamente negli anni 00 anche i coreani si sono inventati il K-indie.
Neon Bunny ha pubblicato il suo primo album “Seoulight” a marzo di quest’anno ed il singolo estratto è “Come a Little Closer“.

E questa era una piccola panoramica per chi fosse interessato a verificare se in Asia fanno altro a parte le colonne sonore per la Square Soft.
Chi avesse voglia di dare un’occhiata alla scaletta completa della puntata di IndipendHappy può farlo qui e qui!

me…altrove

9 Ott

Oggi sono anche qui.
Bucolico Urbano.

quando vado ai concerti faccio rapporto: Thegiornalisti

8 Ott


Giovedì 6 ottobre all’Animal Social Club ho investito nel futuro.
Sono andata ad un concerto, ho comprato il cd del gruppo che suonava e me lo sono fatto autografare, nella ferma convinzione che tra qualche decennio quel cd firmato varrà tantissimi euro o qualsiasi sia la moneta che girerà.
Io sono sicura, no anzi sicurissima che i Thegiornalisti faranno una lunga strada. E se non sarà così avrò un motivo in più per farmele girare verso questo sistema italiano malfunzionante.
Detto ciò, era da molto tempo che non mi capitava di comprare un cd e adorarne ogni traccia dalla prima all’ultima. Soprattutto, era una vita che non mi ascoltavo a ripetizione un cd in macchina con l’ansia di imparare tutti i testi a memoria (anche perché erano anni che non avevo l’autoradio, ma questa è un’altra storia). L’ho già consumato e me ne devo comprare un altro.
Ma, cosa ancora più importante, l’ultima volta che tutte queste cose sono successe, il cd non era di certo di musica italiana.
Io scrivo questo mentre guardo passivamente in televisione un energumeno medio che canta straziato Grace Kelly di Mika ad “Amici” di Maria De Filippi (si si lo so, ma se ne voglio parlare male dovrò un minimo sapere che roba è no?) e mi chiedo… no anzi non mi chiedo niente và che è meglio. Ho paura di conoscere già le risposte…
Parliamo di cose belle.
I Thegiornalisti sono una cosa bella perché se li ascolto mi fanno ritrovare quella poca fierezza che mi rimane per la mia italianità; perché se andassi ora in America farei sentire a tutti il cd urlando “ITALIANS CAN DO IT TOO!”
Di loro stessi scrivono: “band romana che ama scrivere, cantare e far cantare in italiano”. Beh si, lo sanno fare. Bastava guardare i miei amici che cantavano e pogavano come rinoceronti impazziti sotto il palco.
Poi hanno tutto quello che serve: l’età giusta, lo stile giusto, il ritmo giusto.
Mi piacciono perché parlano a nome di una generazione che sa guardare alla vita e ai suoi aspetti più o meno ordinari, ma anche più o meno “fastidiosi”, con occhio ironico e con la leggerezza scanzonata di chi ha ancora voglia di rilassarsi, ancora per un pò.
Nelle chitarre frenetiche dal suono ’60/’70 del loro lavoro d’esordio “Vol.1” c’è il senso di alienazione, la crisi esistenziale, i tormenti passionali, l’amore filiale, la voglia di evasione ed i sogni. Quelli tanti. Tanti tanti sogni.
A Tommaso Paradiso, Marco Primavera, Marco Antonio Musella, Emanuele Guidoboni dico: BRAVI!
E a tutti gli altri un consiglio: ASCOLTATE THEGIORNALISTI.

fuori tema… ma anche no: riposa in pace Steve Jobs

6 Ott



“Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a findanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.”

Steven Paul Jobs (San Francisco, 24 febbraio 1955 – Palo Alto, 5 ottobre 2011)

scovato oggi… Lana Del Rey

5 Ott

Anna Calvi hai una rivale. Bella, brava, di classe e retrò quanto basta.
Tutto quello che so è che Lana Del Rey in realtà si chiama Lizzy Grant, è cresciuta a Lake Placid (NY), aveva pubblicato un LP prodotto da David Kahne ( Paul McCartney, the Strokes, Regina Spektor) che poi però ha rimosso perché voleva farsi conoscere per i suoi nuovi lavori, che Pitchfork ha messo tra le “best new tracks” la sua “Video Games”, e che quest’ultima uscirà come singolo insime ad un altro pezzo intitolato “Blue Jeans” tra il 9 ed l’11 ottobre.
Bene, bene… molto bene.

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